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Resa olive 2026: cosa sappiamo della campagna 2026/27

Redazione Olimetro ·

La raccolta è partita in molte zone d’Italia e la domanda che si sentono fare tutti i frantoiani è sempre la stessa: «quanto rendono quest’anno?». Ecco cosa dicono i dati disponibili all’inizio di ottobre 2026 e cosa invece non si può ancora sapere.

Una stima nazionale non c’è ancora

A fine agosto le fonti di settore concordavano su un punto: per l’Italia era ancora troppo presto per una stima nazionale affidabile. Il quadro è molto diverso da regione a regione, e a volte tra oliveti vicini. Il caldo e la disponibilità d’acqua tra settembre e inizio ottobre decidono le ultime fasi: dimensione delle olive, rapporto polpa-nocciolo, accumulo di olio e cascola.

Per avere un riferimento, la campagna precedente (2025/26) si è chiusa intorno alle 325.000 tonnellate, in netta crescita sull’annata prima. A livello mondiale l’USDA stimava ad agosto circa 3,25 milioni di tonnellate, con l’Unione Europea stabile intorno a 2,1 milioni.

Si parte con i magazzini pieni

Al 31 luglio 2026 nei magazzini italiani c’erano 233.377 tonnellate di olio (+43,9% sull’anno prima), di cui 185.373 di extravergine e 108.299 di extravergine italiano, più del doppio del 2025. Quasi un terzo delle scorte è in Puglia. Il dato viene dal registro telematico dell’ICQRF.

Magazzini pieni significano meno fretta di comprare olio nuovo da parte dell’industria e delle cooperative: per chi vende, è un elemento che pesa sui prezzi.

Prezzi all’ingrosso in calo

Secondo le rilevazioni ISMEA, a luglio 2026 l’extravergine italiano valeva in media 5,12 €/kg, quasi la metà di un anno prima. A settembre le piazze del Sud erano tra 4,5 e 7 €/kg (Bari 4,55 €/kg, Trapani 6,70 €/kg), mentre le denominazioni di pregio restano molto più alte (IGP Toscano a Siena 12 €/kg). Spagna e Grecia viaggiavano tra 3,4 e 3,9 €/kg. Ne parliamo nel dettaglio in Prezzo dell’olio nuovo 2026.

E la resa?

La resa in olio dipende da varietà, maturazione, acqua nelle olive e frantoio (vedi perché la resa cambia). In un’annata calda e asciutta le olive contengono meno acqua e la resa in percentuale tende a salire, anche quando i chili raccolti sono pochi. Una pioggia abbondante prima della raccolta fa l’effetto opposto.

Per questo una media nazionale serve a poco: conta cosa sta rendendo adesso, nella tua zona. È esattamente quello che raccogliamo su Olimetro, in forma anonima.

Aggiorneremo questo articolo quando usciranno le prime stime ufficiali della campagna.

Fonti

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